Luca Beatrice
NoLand-la sparizione del paesaggio
Busto Arsizio, Fondazione Bandera per l'Arte, 2009
...Chi credeva che la pittura di paesaggio fosse morta, può essere felicemente smentito. Una carrellata di immagini, urbane ma non solo, racconta un’urgenza che sembrava superata dai tempi della pittura impressionista en plen air. L’uomo questa volta non c’entra – letteralmente parlando – e il paesaggio acquista centralità là dove pareva averla persa: l’umanità in apparenza esclusa è il fantasma che anima gli eleganti frammenti di orizzonti, luoghi e non luoghi, che hanno ufficialmente superato antropologiche categorie, in vista di una rinnovata lettura dello spazio, più sentita e meno viziata... ...La presenza umana, anche se per lo più negata nei quadri esposti, c’è; in alcuni casi solo accennata da un passante, da una gru all’orizzonte, da primitive apparizioni su sfondi avveniristici. La vitalità non è chiassosa, anzi si materializza nel silenzio… ...architetture dense e campite di città subito riconoscibili come italiane (Petrus, Ortona, Reggio)...
...La pittura,rinnovata nello stile e nel suo abecedario linguistico, torna a raccontare il mondo per immagini. E del mondo ripresenta la natura e la città con uno sguardo non più solo curioso, ma partecipe...